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NOSY BE - MADAGASCAR 2012: Racconto breve
- CAPITOLO 1: L'inizio di un'avventura -

Tutto comincia nel 2008 (vedi reportage qui pubblicato)....quando, invogliati dagli allettanti racconti di amici vari, ci siamo recati per il nostro usuale viaggio subacqueo autunnale a Nosy Be.

Qui abbiamo avuto la fortuna di incontrare due persone molto speciali... Sì, perchè "Bibi" (Barbara) & Luca ci hanno accolto nel loro diving center, l'allora Aqua Diving, con grande simpatia, pazienza e professionalità. Ma soprattutto hanno messo generosamente a nostra disposizione tutta la loro passione per il mare. Non hanno risparmiato tempo o carburante per girare ogni miglio del mare di Nosy Be a caccia di mangianze e squali balena e ogni chiazza o bolla di plancton era nostra. Tornare in albergo per il pranzo non era una preoccupazione: potevamo appagare la nostra fame solo con gli avvistamenti delle creature che popolano quel mare. Nonostante tutto, allora, lo squalo balena per noi rimase un miraggio e un sogno che non si è materializzato. Le nostre ricerche, ad ogni modo, non erano solo concentrate sullo squalo balena. Abbiamo battuto numerose volte tutte le batimetriche dell'immersione 'Banco Ros' fino a quando non abbiamo incontrato i GIBUTI GIANTS, nudibranchi grandi come pagnottone di pane, che ci hanno regalato tutta la loro eleganza volteggiando sospese a mezz'acqua proprio come le ballerine spagnole. Ad 'ATNAM' abbiamo avuto come Cicerone una delle cernie tropicali più grandi di cui si possa avere memoria; una guida assolutamente necessaria per divincolarci tra i pinnacoli che si innalzano dalle profondità e costituiscono un labirinto adornato da estesi ventagli di gorgonie che ricordano lo stile ornamentale arabesco. Inaspettatamente, poi, navigando tra allegri delfini e qualche sbuffo di balenottera siamo imbattuti in una circostanza davvero inusuale: sembrava una classica mangianza dove la bolla di sardine appallottolate per proteggersi era attaccata a 360° da bonitti e carangidi dal basso e dalle fregate dal cielo rendendo la superficie del mare un ribollire agitato. Quello che ha catturato la nostra attenzione erano alcune pinne che di tanto in tanto affioravano dalla superficie. "SQUALO BALENA!!" - e via in acqua! La sorpresa non fu tanto che di squali balena neanche l'ombra, ma i nostri occhi hanno assistito alla scena più incredibile che si possa immaginare: in un attimo eravamo immersi nel bel mezzo della catena alimentare dove decine di squali di ogni specie si aggiravano al di sotto della mangianza individuata. Si incrociavano tra di loro e noi, completamente incuranti del potenziale pericolo, eravamo solo affascinati e concentrati a documentare quanto più era possibile con le nostre attrezzature.... mentre le povere sardine sacrificate lasciavano scaglie che, illuminate dalla luce, sembravano cospargerci di polvere di stelle.

E' trascorso qualche anno nel frattempo e altre mete subacquee erano già state immortalate, ma una sensazione non ci ha mai abbandonato in questo arco di tempo. L'impressione che da quella volta era stato srotolato un filo di Arianna che con vari "parlati" aveva segnato le tappe di un percorso ed era arrivato il momento di tornare indietro. Così, carichi di entusiasmo, abbiamo aperto la nostra casella e-mail per comunicare a Bibi & Luca il nostro desiderio di tornare a Nosy Be. Non eravamo al corrente del fatto che non facessero più parte dell'Aqua Diving e, quindi, momentaneamente sprovvisti del supporto tecnico-logistico per poter effettuare immersioni. Lo sconforto aveva preso il posto dell'entusiasmo, fino a quando non arrivò una e-mail di risposta da parte di Bibi con la proposta a partecipare insieme a loro ad una crociera esplorativa a Nord del Madagascar, attraversando le Mitsio, con il preciso intento di scoprire nuovi siti di immersione in una zona ancora vergine. Ecco che ci viene proposta ANTSIVA, un bi-albero da 28 metri su cui trascorrere i 4 giorni previsti in compagnia dei nostri compagni di avventura, di Nicolas e Anne i proprietari del veliero, dei 2 marinai di equipaggio soprannominati anche i "leprotti" per le loro, talvolta, dubbie capacità marinaresche, e Cannelle la gattina di bordo dal manto screziato e il temperamento del felino che con sufficienza ti scruta misteriosa. Con euforia abbiamo iniziato l'avventura.

Come capita in tutte le esplorazioni abbiamo vissuto momenti di ebbrezza alternati allo sconforto quando ci siamo ritrovati su pareti o pianori completamenti brulli avvolti da una nebbia di sospensione che ci ha fatto ricordare le immersioni al Cristo degli Abissi di gennaio. Ma i coralli incontaminati, rigogliosi e colorati come la tavolozza di un pittore fantasioso erano circondati da flussi di traffico di pesci come nell'ora di punta. La differenza con le strade della terra ferma, però, è che lì ogni strada era dedicata ad un solo tipo di "veicolo" e cioè c'era la strada dei soli pesci chirurgo in una direzione, quella dei carangidi incrociata in un'altra e poi quella dei fucilieri. Di tanto in tanto qualche mezzo di servizio al traffico appariva e scompariva: tartarughe piuttosto che trigoni o squali di barriera controllavano che tutto fosse sotto controllo. Certo, in tutto quel andirivieni noi subacquei eravamo una presenza del tutto anormale, ma evidentemente siamo riusciti a passare inosservati.




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